Benvenuti a Sant’Angelo, il paese delle fiabe!

 

Quando è il 1 di gennaio e non sei tipo da lista dei buoni propositi, quello che ti resta da fare è metterti in macchina alla ricerca di un posticino da visitare per smaltire il cenone. E se quel posticino sa anche come farti tornare bambina, annullando per un po’ il naturale avvicendarsi degli anni, allora sì che sei finito nel posto giusto.

Il “posto giusto” dove ho trascorso il Capodanno è Sant’Angelo di Roccalvecce. Qui, tra case ormai disabitate e una manciata di residenti, negli ultimi anni si è costituita l’Associazione culturale A.C.A.S. con lo scopo di riempire S. Angelo di fiabe e colori, rianimando il turismo cittadino. La prima opera che ha visto la luce sui muri dei palazzi del paese è I bambini scoprono la fiaba di Alice, della street artist romana Tina Loiodice. A questo murales inaugurale se ne sono poi aggiunti altri, tutti con lo stesso file rouge: le favole.

Così, tra la Piccola Fiammiferaia, il Brutto anatroccolo, Hansel e Gretel, il Piccolo principe, Don Chisciotte – il mio preferito, ad oggi – si cammina tra le vie di un centro urbano che crede in se stesso e, ancor di più, crede nel suo sogno di poter un giorno diventare un polo turistico di grande fascino. E io gli auguro di diventarlo, perché sarebbe un grande smacco per tutti coloro che, dall’alto della loro supponenza, chiamano pazzo chi ha ancora il coraggio di credere in qualcosa.

Qualche consiglio per la vostra gita nel paese delle fiabe: lasciate la macchina al primo parcheggio, quello sulla piazza principale, e da lì proseguite a piedi. La visita dura un’ora circa. Approfittate del tempo che vi rimane e andate a Civita di Bagnoregio. Dista solo 18 km da S. Angelo ed è uno dei borghi più noti della Tuscia.

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