Il carnevale di Ronciglione

Volge quasi al termine la festa più dissacrante dell’anno, in quel di Ronciglione. Ogni anno, questo piccolo borgo a 50 km da Roma e a soli 25 da Viterbo, si anima di maschere, carri allegorici e veglioni. Gruppi di amici si riuniscono ogni sera per dare vita ai “piccoli carri” del Carnevale della Notte, sfilata in notturna dove si dà sfoggio della creatività ronciglionese.

Tra i simboli del Carnevale di Ronciglione, la Maschera di Naso Rosso è quello per eccellenza. La società dei Nasi Rossi si è costituita nel 1900 e da allora non ha mai mancato il suo appuntamento annuale. Ogni lunedì di Carnevale, questo numerosissimo gruppo fa la sua tradizionale carica in Piazza della Nave servendo caldissimi e squisiti rigatoni al pitale, brandendo un forchettone di legno. Il loro costume è essenziale: un camicione bianco e un cappello da notte. Una ricorrenza, quella dei Nasi Rossi, talmente tanto radicata nella storia del Carnevale di Ronciglione da essere diventata un vero evento a cui è impossibile mancare.

Nel programma della manifestazione non mancano i veglioni, dove si tira fino a tardi (e per tardi intendo le 7 di mattina). Ci sono i veglioni in maschera, quelli del sabato notte e del martedì grasso, quelli delle scuderie del Palio delle Corse a Vuoto e il Veglionissimo dei Nasi Rossi, un vero Gran Galà dove tutti sfoggiano l’abito migliore e la mise più accattivante.

Ai ronciglionesi il Carnevale scorre nelle vene e se, per un motivo non precisato, non possono parteciparvi, guardarlo da dietro le quinte è una tortura.
Io sono anni che manco dalle scene ma quando le note del Saltarello entrano dalla mia finestra il cuore batte a tempo di musica.
E voi ci siete stati?

Tagged , ,