Isla de las Muñecas – L’esecuzione delle bambole.

Quando lessi per la prima volta notizie su quest’ isola, non volevo crederci. Quando poi un amico tornato dal Messico mi raccontò, mostrandomi delle fotografie, che era tutto vero, ho dovuto arrendermi.

Isla_de_Munecas1Nei pressi di Città del Messico, esattamente alle coordinate 19.27283,-99.088016, su un isolotto della laguna di Tlilac, ha sede uno dei santuari più tetri e inquietanti del mondo. Isla muñecas (Isola delle Bambole), è la casa di centinaia di bambole di ogni genere, sfregiate e invecchiate dagli anni.
Le bambole sono appese ovunque e ogni anno cambiano di numero per via dei turisti che ne appendono di nuove o ne portano via. (Ok. La porti via e poi? La metti in bella vista sulla credenza di nonna?!)

Milioni di piccoli bambolotti martoriati, rotti, mutilati, giacciono appesi ai rami degli alberi quasi come fossero stati impiccati in un’esecuzione di massa e ondeggiano sinistramente al soffiare del vento.
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Isla_de_Munecas2I messicani del luogo sostengono che di notte siano insistenti rumori e fruscii provocati dalle bambole che giocano tra loro e per questo, la mattina, non è raro trovarle in in posizioni differenti rispetto alla sera precedente.
Quei piccoli mostri di plastica ingiallita oltre a fare una paura terribile, si spostano di notte facendo macabri girotondi di demoniaca gioia.
Isla_de_Munecas4Uno solo è il nome citato quando si rivela la creazione di questo luogo, ma due sono le leggende conosciute che ne raccontano la nascita.

La prima vuole che Julian Santoro Barrera, semplice e devoto contadino, si rifugiò sulla piccola isola del lago di Texcoco dopo una forte delusione amorosa. Un giorno, a pochi metri dalla sua capanna, si ribaltò una piccola imbarcazione con tre ragazze.
Due si salvarono e la terza morì. La sfortunata era la fidanzata che gli aveva spezzato il cuore parecchi anni prima. Barrera sosteneva di essere tormentato dallo spirito della defunta e per tenere lontani gli spiriti maligni di questo funesto evento, appese fuori dal suo tugurio e agli alberi circostanti, alcune vecchie bambole trovate tra i rifiuti. Passarono gli anni e la cosa sembrava funzionare, tanto che l’ormai vecchio Julian, continuò ad appendere bambole fino alla sua morte a 86 anni.
L’inquietante pratica fu continuata dal nipote Anastasio che oggi, fa pagare dieci pesos messicani per la visita dell’isola. La situazione però, prese una piega particolarmente sinistra quando nel 2001 Don Julian Barrera annegò nel canale proprio come la ragazza molti anni prima.
Isla_de_Munecas5Un’ altra leggenda, vuole che un giorno mentre perlustrava l’ isola,Julian trovò il corpo di una bambina, abbracciata a una bambola, affogata nel canale.  Barrera era fermamente convinto che l’ anima della piccola non fosse più riuscita ad abbandonare l’ isola e, nella speranza di dare sollievo a quella povera anima senza pace, iniziò a riempire l’isola di bambole che continuò a disporre sugli alberi fino al giorno della sua morte. Il nipote Anastasio racconta che una mattina del 2001, Julian Barrera si recò a pesca nello stesso torrente, e che quando lo trovò era già morto annegato, proprio come la bimba 80 anni prima.
IMG_1644Non sapremo mai se l’ isola sia o no infestata da spiriti maligni, ma sappiamo quanto alle popolazioni locali piace far credere che sia così e ci sono dati interessanti su quante persone ogni anno visitano il santuario. Se intendete conoscere le sporche, decapitate, scorticate bambole di Barrera, recatevi presso i canali di  Xochimilco, 28 km a sud di  Città del Messico. Lì, prendete accordo con i traghettatori delle  trajineras (barche che portano fino a 25 persone) che operano sui canali e fatevi portare sull’isolotto. Una volta sbarcati, godetevi un demoniaco caffè nell’ angusto bar e poi addentratevi tra i piccoli mostri.

1 ora e 12€ vi porteranno a visitare questo luogo pazzesco. Come tutte le mete turistiche, perché ormai purtroppo a questo si è ridotta, consiglio di andarci in settimana perché nei week end è piuttosto affollata.  GoodLuck!

Fotografie: web – Contenuto non riproducibile

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