LA STRADA DELLE OSSA. La Road of Bones e i suoi -72°!

coldest-village-oymyakon-russia-amos-chaple-19Spesso in inverno ci lamentiamo del freddo ma devo ammettere che ai cittadini di un piccolo paesino sperduto nell’Est della Siberia, va moooolto peggio!
Se in quel di Milano le temperature possono arrivano a -5° o poco più, a OYMYAKON possono scendere fino a – 72 °C. Questa è la temperatura registrata dallo scienziato russo Sergey Obrychev che ha conferito al paesino il primato di area abitata più fredda del mondo. E pensate che “Oymyakon” in realtà significa “acqua che non gela mai” per una sorgente di acqua calda che si trova vicino la villaggio; in lingua sacha(un idioma turco
parlato in Russia) significa invece “freddo cane”.
Quando si dice la beffa.

coldest-village-oymyakon-russia-amos-chaple-8-1Il piccolo villaggio accoglie circa 500 anime e prima di diventare una vera cittadina abitata, era usata come tappa di passaggio per gli allevatori di renne che facevano riposare e abbeverare gli animali. In questa terra è impossibile vivere con i raccolti e non esistono ovviamente i congelatori. Le persone vivono mangiando prevalentemente carne di renna e carne di cavallo e si mantengono in buona salute bevendo molto latte – venduto in cubetti di ghiaccio che vengono scaldati sul fuoco per poi essere bevuti – che contiene moltissimi micronutrienti. A dimostrazione di questo, in questo luogo si possono contare molti ultracentenari!

Oymyakon si trova a circa 750 metri sul livello del mare e la lunghezza del giorno varia dalle 3 ore di dicembre alle 21 ore dell’estate. Nonostante i suoi inverni terribili, nei mesi estivi le temperature molte volte superano i 30 °C. Nel 2010 l’escursione termica fra estate e inverno è stata di ben 105° passando dai -70° dell’inverno ai +35° dell’estate.

coldest-village-oymyakon-russia-amos-chaple-6 coldest-village-oymyakon-russia-amos-chaple-20coldest-village-oymyakon-russia-amos-chaple-24Molti degli edifici esistenti, hanno ancora il bagno all’esterno poiché il terreno gelato renderebbe impossibile la costruzione di tubature. Le famiglie si riscaldano bruciando carbone e legna e quando sorgono problemi nelle consegne di carbone, la centrale termica che si trova nel villaggio comincia a bruciare legna.
Se per qualche ragione si spegnesse improvvisamente, in circa cinque ore i tubi delle case si congelerebbero per poi spaccarsi a causa del ghiaccio.

L’unico collegamento della cittadina con il resto del mondo è l’autostrada Koloyma, chiamata ufficialmente dai russi “Kolymskaya trassa” ovvero “il tracciato della Kolyma”. Tracciato perche’ non è solo una strada: in alcuni punti ci sono fiumi senza ponti attraversabili solo quando l’acqua si ghiaccia!
La parola Kolyma invece, indica un fiume che scorre in questa regione e fa terrorizzare chiunque abbia vissuto i tempi della repressione stalinista. Essere deportati nei Gulag della Kolyma significava morte certa nel giro di pochi giorni. Gli americani la chiamano Road of bones – la strada delle ossa, perche’ sotto al suo lungo tracciato giacciono i corpi di milioni di cadaveri dei prigionieri di guerra morti per costruirla.
Il congelamento permanente della terra è stato giudicato più pratico dello scavare fosse per seppellire i corpi dei morti.

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coldest-village-oymyakon-russia-amos-chaple-14Se volete andare a scattare un fotografia davanti al cartello dal design innegabilmente sovietico che dà il benvenuto ai visitatore, sappiate che raggiungere Oymyakon non è cosa semplice. Bisogna volare da Mosca a Yakutsk, la capitale della Repubblica Autonoma della JACUZIA, poi in macchina per 3 giorni attraverso la taiga. Per non rischiare un’ assideramento immediato è necessario coprirsi di pelliccia da capo a piedi e non dimenticatevi di togliere gli occhiali prima di uscire, rischierebbero di appiccicarsi al viso! Dimenticatevi i cellulari perché non hanno campo e anche se l’avessero i loro circuiti si ghiaccerebbero all’istante. Lo stesso vale per fotocamere, videocamere e attrezzature non debitamente isolate. Infine, non spegnete mai il motore dell’auto durante le soste se non volete aspettare la primavera per farla ripartire!

A parte queste piccole raccomandazioni, infilatevi un paio di mutandoni di lana e buona avventura!

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Foto: Amos Chapple

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