Rasiglia: un borgo immerso nell’acqua

Scopro dell’esistenza di questo piccolo borgo a pochi chilometri da Spoleto per caso, durante un pranzo in famiglia. E’ mio fratello che me ne parla per primo, seguito in coda da mia mamma: “Dai?!? Come non la conosci? La chiamano la piccola Venezia umbra”.
Mi appunto il suo nome sulla Moleskine, aggiungendola alla lista dei miei luoghi da vedere.

A distanza di qualche settimana  – e di qualche altro pranzo in famiglia – sono a Rasiglia e ho la fortuna di capitarci durante ben due raduni: uno di macchine d’epoca, l’altro di Harley Davidson. Cerco di farmi strada tra centauri, collezionisti e gruppi di turisti e raggiungo una viuzza stretta.
Mi oriento “a orecchio” alla ricerca dell’acqua, la vera protagonista di questo piccolo centro, e raggiungo la vasca principale.

Credetemi, se avessi potuto escludere il brusio della gente che mi gironzolava attorno con uno schiocco di dita, lo avrei fatto perché non c’è suono più affascinante di quello dell’acqua che si snoda tra i canali.

Il rapporto simbionte tra Rasiglia e l’acqua risale al XII secolo, quando la famiglia Trinci costruì mulini e opifici che sfruttavano la forza della sorgente di Capovena. Da allora, fino ai primi anni del Novecento, Rasiglia divenne un importante centro tessile, come lo testimonia l’antico telaio meccanico Jacquard che vedete nella foto qui sotto.


Se, come me, dopo la visita a Rasiglia avete ancora voglia di esplorare i dintorni, allora non perdetevi Spoleto: non solo perché è una città incantevole – custode di tesori come la Rocca Albornoz e il bellissimo Duomo – ma anche perché qui potrete assaggiare i piatti della vera tradizione gastronomica umbra, come gli strengozzi: pasta all’uovo leggermente porosa e della lunghezza di uno spaghetto.
Il mio consiglio su dove mangiarli? Stay tunned 🙂

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